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JoJoStory: Terza Serie

Stardust Crusaders (1988 - Jotaro Kujo)

A cura di Jocchan

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Sono ormai passati 40 anni dalla fine della II Guerra Mondiale, e ritroviamo ancora Joseph, assai invecchiato, ma ancora arzillo, in aeroporto diretto verso il Giappone, chiamato da sua figlia Holly, che nel frattempo si era sposata con un musicista giapponese di nome Sadao Kujo, da cui aveva avuto un figlio, Jotaro (che, da KuJO JOtaro, era stato soprannominato JoJo), e viveva da anni a Tokyo.
Dopo una rissa, in cui da solo e disarmato aveva mandato all'ospedale diversi teppisti, Jotaro era stato trattenuto in cella e, nonostante fosse stato ormai scagionato da tutte le accuse, non aveva alcuna intenzione di andarsene. Bastava dare un'occhiata alla sua cella per rendersene conto. Ammassati ovunque c'erano libri, strumenti musicali, tv, fumetti e comfort di ogni tipo. Chi poteva averceli portati?
Jotaro affermava di essere posseduto da un qualche spirito, ed era stato proprio lui a ferire tutti quei teppisti nella rissa. Quindi se fosse uscito di prigione, sarebbe stato solo un pericolo per chi gli stava intorno.
La missione di Joseph era tirare il nipote fuori dalla cella, e spiegargli cosa stava succedendo in realtà. Quando lui ed Holly giunsero davanti alla sua cella, Jotaro gli diede una dimostrazione del potere dello spirito che lo possedeva. Uno strano braccio semitrasparente spuntò dalla sua spalla ed afferrò la pistola di un secondino, porgendola a Jotaro. Solo Joseph ed Holly videro quel braccio, tutti gli altri spettatori avevano semplicemente visto la pistola spostarsi da sola dentro la cella del giovane. JoJo senza perdere tempo si puntò la pistola alla tempia e sparò. Non appena si levò il fumo della pistola, tutti videro la pallottola immobile a mezz'aria, a pochi centimetri dalla testa di Jotaro. In realtà, ma di questo se ne accorsero soltanto Joseph ed Holly, il braccio dello spirito l'aveva afferrata in volo, dimostrando una precisione ed una prontezza di riflessi ben oltre i limiti umani.
Al rifiuto di Jotaro di uscire di prigione, Joseph chiamò un suo amico, una persona che aveva conosciuto anni addietro in Egitto. Si trattava del cartomante Mohammed Abdul, che avrebbe tirato il ragazzo fuori dalla sua cella con le buone o con le cattive. Anche Abdul, fin dalla nascita, possedeva uno spirito dai poteri simili a quelli di Jotaro, ma a differenza di quest'ultimo, era in grado di controllarlo perfettamente.
Il potere di Abdul, che aveva battezzato Magician Red dalla carta dei tarocchi del Mago, gli permetteva di generare e controllare delle fiamme, invisibili agli occhi delle persone comuni, ma comunque reali. Nella colluttazione, Jotaro riuscì a proiettare il suo "spirito", che fin da subito manifestò una forza fuori dal comune, ma proprio nel bel mezzo del combattimento, Abdul voltò le spalle al giovane e si allontanò. Aveva compiuto la sua missione, dato che Jotaro ormai era uscito dalla sua cella.

A questo punto, Joseph potè raccontare al giovane la verità sul loro potere. Cento anni prima, il suo bisnonno Jonathan aveva perso la vita combattendo contro la testa di Dio su una nave, che era affondata nel bel mezzo dell'oceano. In realtà Dio era riuscito ad unire la propria testa al corpo di Jonathan, ed era rimasto all'interno della propria bara, fino a quando non era stato ripescato da un peschereccio di passaggio. Dio era ancora vivo, ed aveva ottenuto un nuovo grande potere. Il corpo di Jonathan, però, era riuscito a mandare una sorta di "allarme biologico" ai propri discendenti, dotandoli di questi strani poteri che Dio stesso aveva battezzato "Stand" (poichè per la maggior parte delle volte l'energia assume una forma antropomorfa che è sempre presente e vicina al portatore). Non si trattava affatto, quindi, di spiriti maligni. A differenza dei Joestar, Abdul possedeva il proprio potere fin dalla nascita, così come pochissime persone al mondo nascevano già portatori.

Lo Stand di Joseph, Hermit Purple, si manifestava come un groviglio di rovi, ed il suo potere, in pratica, poteva sfruttare delle macchine fotografiche istantanee per "fotografare" altri Stand. Ed ultimamente, Hermit Purple non faceva altro che ritrarre sempre, solo ed incessantemente Dio.

Joseph ed Abdul si sistemarono provvisoriamente a casa di Holly. Nel frattempo Jotaro, che si stava dirigendo a scuola, fece la sua prima conoscenza con uno degli scagnozzi di Dio. Un misterioso ragazzo in uniforme scolastica stava dipingendo un suo ritratto. Con uno scatto nervoso, prese il pennello e tracciò un segno rosso sul ginocchio di Jotaro. Nello stesso istante, il vero JoJo, che stava scendendo per una lunga e ripida scalinata, sentì una fitta nello stesso punto e, se non fosse stato per il suo Stand, avrebbe fatto una brutta fine. Jotaro era a terra, con il ginocchio sanguinante, insieme alle sue compagne di classe, quando il ragazzo, Noriaki Kakyoin, gli si avvicinò e gli offrì un fazzoletto per fermare il sangue.

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