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Intervista ad Andrea Baricordi

Kappa Boy

In esclusiva per JoJoDomain abbiamo una maestosa "intervista virtuale", svoltasi via e-mail, con Andrea Baricordi, Kappa Boy e supervisore dell'adattamento italiano di JoJo per Star Comics, nonché da ormai oltre dieci anni la "voce ufficiale" della rubrica della posta di Action, mensile sul quale - appunto - era pubblicato JoJo e dove prossimamente leggeremo Steel Ball Run.

JoJoDomain: Dopo questa doverosa introduzione, salve signor Baricordi. Siamo orgogliosi di averla a nostra disposizione. Ma passiamo subito alle domande...
Andrea BariKordi: Ok, ma...“signor” a chi?!
JD: Nel 1993 ancora in Italia erano stati pubblicati ben pochi manga. Cosa vi ha spinti a scegliere JoJo in mezzo a tutte le alternative disponibili? Cosa in questa serie, insomma, pensavate che avrebbe attirato il pubblico italiano?
ABK: Era “strano”, originale, geniale, e assolutamente fuori di testa, e per questo ci è piaciuto subito. Avevamo il timore che venisse considerato un fumetto sulla scia di Ken il Guerriero solo perché c’erano energumeni muscolosi, e dovemmo combattere contro questa convinzione per qualche mese. Col finale della prima serie e l’inizio della seconda, tutti i lettori rimasero sbalorditi: non avevano minimamente previsto in che direzione sarebbe andato. Decidemmo di pubblicarlo quando in Giappone si stava concludendo la terza serie, e già allora ognuna era differente dall’altra: chi si sarebbe mai aspettato che poi ne sarebbero venute altre tre… e mezza?!
JD: Ci sarà mai occasione di avere il Maestro Araki qui in Italia ad una fiera, magari a Lucca? Di sicuro la sua presenza attirerebbe tutto l'attivissimo fandom Arakiano.
ABK: Ne sono sicuro, e infatti in questi dieci anni l’abbiamo chiesto a ripetizione, ma è molto difficile ottenere la presenza di autori Shueisha in Italia. Io sarei stato il più contento di tutti, probabilmente. Sinceramente non so per quale miracolo Star Comics e Romics siano riusciti a convincere Yoichi Takahashi, e la vedo durissima per il prossimo futuro. La serie ufficiale di JOJO si è conclusa (STEEL BALL RUN è solo parzialmente parte integrante della saga) e quindi è difficile che una casa editrice o una fiera si accollino un impegno così gravoso dal punto di vista economico quando non c’è nemmeno un albo da promuovere. A parte questo, comunque, le grosse case editrici non concedono così facilmente il permesso ai loro autori di muoversi, anche perché sono impegnati solitamente a consegnare una ventina di pagine di fumetto ogni settimana, più illustrazioni, più episodi speciali, e via così. Bisognerebbe riuscire a ‘pizzicarli’ fra la fine di una serie e l’inizio di un'altra…
JD: A proposito, cosa ne pensa dei fan di JoJo? Tra Skuadrone Araki e JoJoFC direi che rappresentano uno dei gruppi più organizzati ed attivi qui in Italia, praticamente nessun altro manga ha un seguito di questo genere.
ABK: Dammi del “tu”! Ok, sono vecchio, ma il “lei” mi fa sentire veramente decrepito! Sì, è vero: i fan club dedicati a JoJo sono probabilmente I più “dediti” all’arakismo in generale. Forse perché non si basano unicamente sul fumetto e i suoi personaggi, ma perché - come l’autore – si divertono a creare collegamenti con tutto quello che circonda l’universo jojesco, a catturarne lo stile e la filosofia. Creano loro stessi personaggi jojoidi, si divertono a inventare stand dai poteri pazzeschi... Insomma, sono filologicamente collegati al cerebro di Hirohiko Araki perché “l’hanno capito”. E io mi considero uno di loro. E credo che si sia capito, dopo dieci e passa anni di JoJoteche su ACTION...
JD: L'adattamento italiano degli OAV di JoJo da parte di Yamato Video è molto fedele alla vostra edizione del manga. Avete lavorato in tandem o separatamente?
ABK: Ho conosciuto parte dello staff che ci ha lavorato, e sono contento del fatto che abbiano realizzato una versione così aderente al fumetto. E’ una cosa che hanno deciso spontaneamente, senza bisogno di forzature da parte del fandom: il fatto è che ormai, in dieci anni, JoJo ha sviluppato un linguaggio proprio, in Italia, e ‘tradirlo’ non sarebbe stato conveniente. Per cui, Yamato è partita con la lavorazione basandosi sull’edizione italiana del manga, e poi mi ha contattato per rifinire il tutto, per confrontarci su una serie di scelte, per vedere come sistemare al meglio alcune cose che, magari, rendevano bene nel fumetto ma potevano avere qualche problema nel cartone. Praticamente la stessa cosa che sta avvenendo ora sul fronte di ONE PIECE, dove i responsabili di Italia 1 mi hanno chiamato per visionare nomi di personaggi e luoghi per renderli affini al fumetto. Per quanto riguarda GUNDAM, invece, siamo noi a seguire un “listone” creato appositamente per il cartone animato. E’ bello che ci si preoccupi finalmente di dare una ‘versione unica’, no?
JD: Dopo Kamikaze e prima di Steel Ball Run, a quanto pare, vedremo il manga in 10 volumi "La Penna di Fuoco". Cosa vi ha spinti a fare questa scelta? SBR verrà pubblicato in tankobon simili al formato originale o in formato "sottiletta"? E con quale periodicità?
ABK: In realtà il titolo del (divertentissimo) fumetto di Kazuhiko Shimamoto sarà MANGA BOMBER – IL PENNINO DI FUOCO (il protagonista è un autore di fumetti che... combatte contro scadenze, editori, avversari popolari, cacciatori di autografi, e via così!) e invito tutti a leggersi il primo numero. So di non aver bisogno di promuoverlo ulteriormente, perché solo la lettura del primo volume fa morir dal ridere, e sono certo che catturerà l’attenzione di chiunque decida di avvicinarcisi. I motivi di questa scelta sono due: (a) è quello che potremmo definire un fumetto “bizzarro”, di quelli che i lettori ACTION sanno apprezzare perché completamente fuori dai canoni; (b) non vogliamo inziare a pubblicare STEEL BALL RUN finché non ci sarà abbastanza materiale a disposizione: pubblicare quattro volumi e poi aspettare un altro anno per vedere il quinto (e chissà quanto per gli altri) non sarebbe bello. Vogliamo ‘racimolarne’ abbastanza per avere una pubblicazione costante di almeno sei mesi. Eventualmente, lo pubblicheremo bimestralmente alternato a un altro titolo. Le “sottilette” in casa Star sono sparite da secoli, e tutte le nostre serie sono ormai volumi di 192, 224, 256 o (in alcuni casi) 300 e passa pagine. La serie di JOJO è stata pubblicata in “sottiletta” fino alla fine per uniformità, non per altro. E, comunque, le nostre “sottilette” erano sempre almeno di 128/144 pagine, il che significa tre quarti di volume giapponese. Non abbiamo mai spezzato in due i volumi originali creando albetti da 96/112 pagine, se non in casi in cui non si poteva fare altrimenti. Comunque, come dicevo, ormai le sottilette non si fanno più da tempo, e cogliendo l’occasione del fatto che STEEL BALL RUN è un JoJo “fuoriserie”, lo pubblicheremo in volumi completi.
JD: Nel momento in cui scrivo SBR è fermo in Giappone all'episodio 23, e non si sa quando la serializzazione su Jump riprenderà. Per quale motivo? Voci di corridoio parlano di scarse vendite, ma sinceramente ci sembra strano data l'elevata qualità del manga, e l'ottima accoglienza datagli in Giappone. Può dirci di più?
ABK: Può? Chi? Aridagli col “lei”… STEEL BALL RUN continuerà a singhiozzo, ma questo fu dichiarato fin dall’inizio. Evidentemente il tour de force che ha visto Araki impegnato per quindici anni su JOJO ha provato un po’ l’autore, che ora vuole ogni tanto dedicarsi a un progetto collaterale, come le biografie di personaggi strambi realmente esistenti. Che, ovviamente, leggeremo anche in Italia...
JD: Altre voci dicono che Araki, in un'intervista rilasciata alla rivista cinese Man Hua Wang, avrebbe confermato che SBR è una storia "parallela" ambientata nell'universo nato al termine di Stone Ocean (Action 121), e che al suo termine arriveranno altre tre serie di JoJo, il cui concept di base sarebbe già praticamente pronto. Può confermare o smentire queste anticipazioni?
ABK: Ok, pare che debba rassegnarmi al “lei”… Non ho notizia di quell’intervista, ma non c’è bisogno di conferme: Araki dichiarò all’inizio della lavorazione che anche se STEEL BALL RUN non era ufficialmente una serie di JoJo… in realtà lo era lo stesso! E’ per questo che io la chiamo “la sesta serie e mezzo”. A parte ciò, è forse più jojesco STEEL BALL RUN di STONE OCEAN, se vogliamo. Un bel ritorno alle origini, insomma… E, sì, il tutto è ambientato – a detta di Araki – nell’universo parallelo generatosi dopo l’accelerazione temporale della realtà in cui hanno vissuto Jotaro, Jolyne, Jonathan, Joseph, Josukee Giorno. Insomma, una vera “figata” alla Araki.
JD: Come sta andando la raccolta di cartoline per una eventuale ristampa di JoJo?
ABK: Siamo intorno allo zero assoluto. Pare che nessuno voglia veder ristampata questa serie: evidentemente bastano gli arretrati. O, forse, molti sono spaventati dalla quantità di volumi che ne verrebbe fuori: anche raccogliendoli in albi da 200 pagine, calcolando solo le sei serie ‘ufficiali’, sono comunque ottanta tomi...
Quindi, per il momento, niente ristampa-raccolta-riedizione di JoJo.
In compenso siamo soddisfatti della risposta che c’è stata intorno a GOLDEN HEART GOLDEN RING: il secondo romanzo di JoJo è piaciuto anche a chi non ha mai seguito la serie a fumetti, proprio perché tratta la storia attraverso gli occhi di uno spettatore esterno, che è il (o meglio LA) protagonista della storia. Il primo romanzo era composto da due episodi autoconclusivi ambientati durante la terza serie, scritti in maniera semplice e dinamica per riportare il senso dell’azione e del combattimento. Questo secondo, invece, ha catturato quel senso di mistero e terrore che alberga nelle storie più tenebrose di Araki: GOLDEN HEART GOLDEN RING è proprio bello come libro, e inoltre spiega che fine ha fatto Fugo dopo essersi separato dal gruppo di Bucciarati e Giorno. Nell’attesa di STEEL BALL RUN è davvero una lettura piacevole. A proposito, posso fare un po’ di quasi-pubblicità? Nell’e-group di Kappa Edizioni è possibile scaricarsi il trailer animato di GOLDEN HEART GOLDEN RING, oltre che il primo capitolo del libro. Chi vuole dare una sbirciatina, basta che si iscriva al gruppo mandando una mail qui. Fine dei consigli per gli acquisti. Anche se poi, in questo caso, di acquisti non si tratta, visto che è “robba aggratise”. A proposito, quando vedete il trailer non ridete troppo se sentite uno smaccato accento bolognese nella voce del narratore: sono IO. D’altra parte, questo passa il convento!
JD: Ha sentito parlare del progetto (a cui partecipa anche il sottoscritto) di un RPG amatoriale per PC su JoJo, "Destiny Irons"? E' realizzato in RPG Maker (diversi dettagli potete trovarli su http://www.destinyirons.tk) e si tratta di una vera e propria nuova serie, con tanto di personaggi e storia originale, ovviamente del tutto gratis. Cosa ne pensa di certe iniziative?
ABK: Ne ho sentiti diversi, di questi progetti, sia per PC, sia ‘su carta’. Qualcuno di  essi mi era anche stato presentato, visto che il GIOCO DI RUOLO UFFICIALE DEI MANGA (scritto da me e Mirko Pellicioni) ha introdotto anche la  sezione ‘stand’, in attesa di una vera e propria espansione. E, proprio lì,  abbiamo presentato la pseudo-serie – il cui personaggio è disegnato nientemeno  che dal mitico Giuseppe Palumbo – de LE STRAVAGANTI DISAVVENTURE DI GIORGIO (!!). Se c’è chi si diverte ancora oggi coi giochi di ruolo, che siano quelli classici o giocati su PC, ne sono molto  felice, dato che io stesso sono stato (e quando ho tempo sono tutt’ora) un role player incallito. Grazie a questo hobby si recita, si inventa, si creano storie… Il meglio,  insomma. Quelli realizzati per PC ti costringono un po’ di più su un binario predefinito, in generale, ma l’importante è riuscire creare quell’atmosfera specifica del fumetto a cui si ispira, cosa che card e semplici videogiochi ‘de bbotte’ dubito saranno mai in grado di riprodurre.
JD: Già che ci sono glielo chiedo: ci autorizzate ad usare il nome di JoJo per il gioco?
ABK: Non sono l’autore di JoJo, quindi non ho il ‘potere’ di dare questo genere di autorizzazioni. Dovreste chiedere direttamente alla Shueisha, ma la vedo dura, esattamente come per il discorso di invitare l’autore in Italia. Si tengono belli stretti diritti d’autore, autori e tutto quanto, e non mollano (quasi mai), altroché!
JD: La ringraziamo ancora per la sua disponibilità, e siamo sicuri che i visitatori di JoJoDomain apprezzeranno molto questa bizzarra intervista virtuale.
A presto!!!
Jocchan.
ABK: ...speriamo di sì!
Andrea Baricordi.

Intervista virtuale a cura di Jocchan, 1-2/12/2004

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